ANPS e Polizia incontrano il Papa per i 50 anni dell’Associazione

Città del Vaticano, 29 settembre 2018 - L’Aula “Nervi” è completamente piena di Soci ANPS. Donne, uomini, bambini, e poliziotti in servizio. E di emozioni e gioia per un evento che tutti i presenti ricorderanno con grande intensità. Settemila persone giunte da tutta Italia per l’udienza papale, in occasione del Cinquantenario dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato. Una festa nella festa, quella voluta dalla Presidenza nazionale ANPS e dal Capo della Polizia, realizzata con il prezioso contributo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, in particolare la Direzione centrale per gli affari generali e l’Ufficio relazioni esterne e cerimoniale della Polizia di Stato. Decine di persone impegnate per lunghe settimane, per garantire il perfetto svolgimento di questo evento. Tra le autorità sono presenti i Sottosegretari all’Interno Candiani e Molteni, il Capo della Polizia Franco Gabrielli, Carmelo Gugliotta direttore dell'Ufficio centrale ispettivo, il Questore della Capitale Guido Marino, il Presidente nazionale ANPS Cluadio Savarese e il Direttore della Scuola superiore di Polizia Anna Maria Di Paolo.

 

 

La Sala è piena dalle 10 del mattino. Un interminabile viavai di pullman con i Soci ANPS, scortati dalla Stradale, è giunto sin dal mattino presto con il suo prezioso carico in trepidante attesa. E poco contano gli acciacchi di chi è avanti con l’età: bisogna esserci, sempre, come si faceva negli anni del servizio attivo. Sveglia molto presto, si indossa l’abito sociale e alle 7.30 tutti pronti per partire. Ognuno ha il suo invito, si va dal Papa per il suo saluto e la benedizione.

 

Prima dell'arrivo del Pontefice, la Banda musicale della Polizia incanta i presenti con soavi e dolci note. La musica si alterna ai racconti, quelli presentati dalla bravissima Paola Saluzzi sulle attività dei Soci che portano avanti progetti di volontariato a favore dei cittadini e delle persone bisognose, nel nome della Polizia di Stato. Tra loro, ci sono i Volontari di Ivrea, guidati da Franco Muccione, impegnati con alcune unità cinofile nella ricerca di persone scomparse in caso di calamità naturali o incidenti. Come quella volta che hanno ritrovato un cercatore di funghi che, inseguito da uno sciame di vespe, si era perso nei boschi attorno a Torino. Ci sono anche i Volontari di Roma 1, con il loro responsabile Carmine De Santis: hanno collaborato con la Comunità di Sant’Egidio nella distribuzione di coperte e pasti caldi, nel freddo inverno della Stazione Termini, tra i senzatetto e chi vive una vita di difficoltà e stenti. Perché attraverso il Volontariato, grazie alla sua Associazione Nazionale, la Polizia di Stato continua la sua incessante opera di vicinanza alla comunità, ai cittadini, a chi ha bisogno di un aiuto o un sostegno.

 

"Il lavoro del poliziotto, di chi è al servizio del Paese indossando un'uniforme è un lavoro totalizzante". Con queste parole il Capo della Polizia Gabrielli ha salutato la sala. Spesso i poliziotti si confrontano con i problemi di chi ha più bisogno e di chi soffre, e questo può creare fatica e delusioni. "E allora tutto questo può essere compensato - ha concluso Gabrielli - solo attraverso la passione, il credere, l'essere attaccati agli ideali e avere un profondo senso di appartenenza".

 

 

Arriva il momento tanto atteso: Papa Francesco fa il suo ingresso tra due ali di folla desiderose di vedere quest’uomo che ha toccato il cuore di molti. Spetta al Presidente Savarese portare il saluto dei Soci e di tutti i presenti. La sala è densa di emozioni, così come la voce del Presidente quando ricorda l’importanza di questo incontro, proprio nel giorno in cui la Polizia di Stato festeggia il suo patrono San Michele Arcangelo, e l’ANPS il 50esimo di fondazione.

 

 

Nelle sue parole, Papa Francesco ha evidenziato quanto sia rilevante il fatto che possano far parte dell’ANPS anche comuni cittadini che, pur non essendo membri della Polizia, ne assumono i valori e l’impegno. Ecco che da questa unione nasce una “Famiglia che vuole diffondere la cultura della legalità, del rispetto e della sicurezza, e che quindi si impegna per il bene comune”.

“Quando mettiamo in pratica la carità – ha ricordato il Pontefice -, essa cambia il mondo e la storia, anche se non ci accorgiamo subito dei suoi effetti”. Nel salutare tutti i presenti e nel ringraziare per l’opera compiuta ogni giorno, il Santo Padre ha invocato, per l’Associazione Nazionale della Polizia di Stato e i suoi membri, la benedizione e la protezione di Dio.

 

È difficile dare un immagine ben precisa delle emozioni che si creano nello stesso momento in un unico luogo. Eppure le 7.000 persone presenti in Aula “Nervi” si sono unite tutte in un unico abbraccio. Ecco, se la gioia potesse avere una forma, sarebbe quella di un sorriso bagnato da qualche lacrima di felicità.

 

 

 

Alessandro Mele (Foto Polizia di Stato)