Don Ciotti: "Riformare prima di tutto legalita', solidarieta' ed etica"

"Abbiamo permesso che esistessero mafie e corruzione, ora basta. C’è bisogno di un processo di purificazione, e soprattutto dobbiamo evitare la putrefazione del potere”. Queste le parole di Don Luigi Ciotti durante la conclusione della manifestazione Contromafie 2014, svoltasi a Roma dal 23 al 26 ottobre.

Migliaia i partecipanti nella quattro giorni, 30 gruppi di lavoro con oltre 200 relatori con contributi di magistrati, esponenti del sindacato, del volontariato, del terzo settore, dell’università, giornalisti, scrittori, amministratori, uomini politici. Quattro giorni di partecipazione, approfondimenti, e proposte sintetizzati, nel giorno di chiusura, in un Manifesto programmatico di linee guida per “andare oltre, insieme” e dire “basta mafie e corruzione, ora”. Dieci gli impegni sottoscritti nel Manifesto finale per liberare l’Italia dalle mafie e dalla corruzione, con l’obiettivo di tre riforme, “necessarie al Paese: riformare la legalità, la solidarietà e l’etica”.

“Sono secoli che ci sono le mafie e noi glielo abbiamo permesso. Non dobbiamo permetterlo più - ha detto Don Ciotti - dobbiamo andare oltre. La situazione del problema mafie e corruzione in Italia è veramente difficile e grave. In questo momento di grande crisi economica-finanziaria, sono forti. E noi fino a oggi glielo abbiamo permesso. Dobbiamo cambiare il nostro modo di organizzarci, assumerci la nostra parte di responsabilità”.

Perché – ha aggiunto il fondatore di Libera – “i percorsi di liberazione in Italia non sono assolutamente terminati. Noi vogliamo voltare pagina, portare il nostro contributo. C’è bisogno di un processo di purificazione, e soprattutto dobbiamo evitare la putrefazione del potere”. E “il cambiamento chiama in causa tutti, ma il cambiamento non può realizzarsi se viene ostacolato dall’alto”, ha detto Don Ciotti.