Cento anni con la Polizia Ferroviaria

Roma, 23 novembre 2017 - In occasione delle celebrazioni del 110° Anniversario della fondazione della Polizia ferroviaria, si è svolto presso il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa il convegno sul tema della sicurezza ferroviaria “Stazioni ferroviarie: architetture sociali dove arte, funzionalità e sicurezza si incontrano”. All’evento ha partecipato il Capo della Polizia Franco Gabrielli, il Direttore delle specialità della Polizia di Stato Roberto Sgalla e, per il Gruppo FS Italiane, gli amministratori delegati di Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia, Maurizio Gentile e Orazio Iacono. Al centro del convegno, cosa sono e cosa rappresentano le stazioni oggi, sia nell’immaginario collettivo e mediatico sia secondo i dati reali.

 

I numeri descrivono stazioni sicure grazie ad un impegno significativo nelle attività di prevenzione e controllo del territorio con un calo generalizzato dei reati; in particolare i furti hanno fatto registrare negli ultimi anni un costante decremento (-7% nel 2015, -29% nel 2016, con un’ulteriore -5% nell’ultimo quadrimestre).

 

Ma gli uomini e le donne della specialità della Polizia di Stato oltre alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni delittuosi, non hanno mancato di essere vicini e dare sostegno a chi si trovava in difficoltà: migliaia le persone scomparse rintracciate ogni anno, tra cui molti minori; decine le vite salvate di aspiranti suicidi o di persone colte da malore; elevata anche l’attenzione verso il fenomeno dei migranti e quella alle persone emarginate o in stato di bisogno. Il dibattito, moderato da Enrico Menduni, professore presso l’Università Roma Tre e esperto del mondo ferroviario, ha evidenziato come le stazioni, lontane dalla vecchia immagine di “mondo di sotto”, costituiscano oggi “luoghi in comune”, spazi di convivenza tra i più abitati al mondo, seppure per periodi di tempo limitati.

 

Nel “salone dei 500” del Museo è stata allestita anche una mostra fotografica, nata dalla collaborazione fra Polizia di Stato e Fondazione FS Italiane, con immagini d’epoca e più recenti, che fanno rivivere alcuni aspetti significativi della storia ultracentenaria della più antica delle Specialità della Polizia di Stato.

 

La specialità della Polizia è nata il 24 giugno 1907, a seguito dell’istituzione dei Commissariati di P.S. presso le Direzioni compartimentali delle Ferrovie dello Stato con provvedimento di Giovanni Giolitti, all’epoca ministro dell’Interno. Da allora è l’organo di Pubblica Sicurezza naturalmente deputato alla prevenzione e repressione dei reati in ambito ferroviario che oggi conta 2.700 stazioni con circa 9 mila treni viaggiatori che quotidianamente circolano sugli oltre 24.400 chilometri di binari. La Polizia ferroviaria ha vissuto in prima linea le due guerre mondiali e la successiva ricostruzione, le migrazioni di massa con l’utilizzo del treno (a partire dagli anni ’50) di milioni di persone dirette dal sud al nord (dell’Italia o dell’Europa) in cerca di migliori condizioni di vita.

 

E poi c’è il triste periodo degli “anni di piombo”, che non ha risparmiato l’ambito ferroviario. Tra i fatti più violenti, quelli che hanno coinvolto il treno Italicus (4 agosto 1974, 12 morti e 48 feriti), la stazione di Bologna (2 agosto 1980, 85 morti e 200 feriti), il treno R904 (23 dicembre 1984, 16 morti e 260 feriti). Anche la Polizia Ferroviaria ha pagato il suo tragico tributo in termini di vittime: sono state 19 solo negli ultimi 50 anni i poliziotti morti nell’adempimento del proprio dovere o in gesti eroici. Uno degli ultimi poliziotti della ferroviaria a rimanere ucciso in servizio è stato Emanuele Petri: durante il controllo su un treno è stato colpito a morte in un conflitto a fuoco con terroristi appartenenti alle Nuove Brigate Rosse.

 

(poliziadistato.it)