Cerimonia per ricordare gli ebrei liberati sull’Isola Maggiore

Nel 72° anniversario del salvataggio degli ebrei confinati sull’Isola Maggiore del Lago Trasimeno, e a 11 anni della scoperta della vicenda, la Sezione guidata da Bruno Cappellazzo ha organizzato, in collaborazione con la Proloco di S. Arcangelo, una cerimonia a S. Arcangelo del Lago per ricordare l’eroica impresa.

 

È una pagina di storia ricca di altruismo e coraggio quella che ha segnato la notte tra il 19 e il 20 giugno 1944. In quel periodo, il Prefetto Rocchi, al fine di salvare trenta ebrei italiani e stranieri dalla deportazione, li fece internare sull’Isola Maggiore del Trasimeno, nel Castello Guglielmi; la loro custodia fu affidata alla Questura di Perugia. Quella notte, prima dell’arrivo dei soldati tedeschi, l’Agente Giuseppe Baratta nascose i prigionieri nel bosco; dopo tre giorni, il Parroco don Ottavio Posta e i pescatori dell’Isola Maggiore trasportarono gli ebrei sull’altra sponda del Lago, a Sant’Arcangelo di Magione, consegnandoli agli alleati e salvandoli da morte certa.

 

Sabato 18 giugno, l’ANPS ha ricordato l’evento con una sentita cerimonia; erano presenti il Prefetto di Perugia Raffaele Cannizzaro, il Questore Carmelo Gugliotta, il Vescovo Ausiliario di Perugia Paolo Giulietti e il Sindaco di Magione Giacomo Chiodini. Dopo la rievocazione storica del Dottor Gianfranco Cialini, autore della scoperta storica insieme a Luigi Emiliani, è stata deposta una stella tricolore presso la lapide che ricorda l’eroica impresa. Erano presenti anche Enrica Posta, nipote di Don Ottavio Posta, Maria Luisa Piazzesi, figlia del pescatore Agostino Piazzesi, e  Don Remo Serafini, autore di una commedia sulla vicenda della liberazione.