Operazione Alias, 49 arresti per mafia a Taranto

Con accuse a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di stupefacenti, omicidio, estorsione, rapina e detenzione di armi da fuoco, 49 persone sono state arrestate lunedi 6 ottobre dalla Squadra mobile di Taranto. L'operazione chiamata "Alias" è stata coordinata dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Lecce e ha visto impegnate le Squadre mobili di Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Matera, Napoli, Reggio Calabria, Sassari e Verona, nonché il Reparto prevenzione crimine di Bari e Lecce, l'elicottero del Reparto volo e la Squadra cinofili della questura di Bari. Il gruppo criminale operava a Taranto e aveva esteso la sua egemonia principalmente nelle città di Verona e Sassari.

L'indagine ha avuto inizio alla fine del 2012 in seguito alla scarcerazione, avvenuta dopo oltre 20 anni, di due noti esponenti della malavita tarantina. Riacquistata la libertà, i due hanno ricomposto lo storico clan che, negli anni '90, in alleanza con il boss Antonio Modeo detto "messicano", imperversava a Taranto; La ricostruzione del clan diede vita ad una feroce "guerra" per il predominio sul territorio che portò oltre un centinaio di morti. Potendo contare su una nutrita schiera di fedelissimi, il nuovo gruppo ha intrecciato, in breve tempo, rapporti con altri malavitosi calabresi, sardi e veronesi, specie nel campo degli stupefacenti. Durante le indagini sono state documentate alcune estorsioni consumate e tentate ai danni d'imprese che operano nel campo dell'edilizia stradale e piccoli imprenditori.

È stato accertata, altresì, la responsabilità del clan nell'omicidio a colpi di pistola di un pregiudicato, avvenuto a maggio del 2013, a Taranto. Nel corso dell'esecuzione delle 52 ordinanze di custodia cautelare, 3 persone sono risultate irreperibili, 6 sono già detenute, mentre 5 si trovavano agli arresti domiciliari.

Il capo della Polizia Alessandro Pansa, in una telefonata al questore di Taranto Enzo Giuseppe Mangini, si è complimentato con le donne e gli uomini della Polizia di Stato impegnati nell'attività investigativa che ha portato a questo brillante risultato. Ha inoltre ringraziato personalmente il procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Lecce.

 

(fonte: polioziadistato.it)