Sicurezza stradale in Europa: fare sistema per azzerare le vittime

"L'Europa unita sulla sicurezza stradale. Fare sistema. Per una strategia comune" è il titolo del workshop europeo che si è svolto lunedì 6 ottobre a Roma, nella sala "Alcide De Gasperi" della Scuola superiore di Polizia. L'incontro, organizzato dalla Direzione centrale per la Polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i reparti speciali della Polizia di Stato, fa parte degli eventi connessi alla Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione Europea.

L'Europa si unisce così in uno sforzo comune per fare sistema e pianificare una strategia unica con l'obiettivo di azzerare il numero delle vittime da incidente stradale. Per raggiungere questo scopo i Paesi europei puntano ad incoraggiare il miglioramento delle infrastrutture stradali, ad impiegare al meglio il progresso tecnico e, soprattutto, a sensibilizzare gli utenti a un comportamento più corretto.

L'evento è dedicato alle istituzioni e agli esponenti del mondo pubblico e privato attivi nel campo della sicurezza stradale, che spiegano come, mettendo a fattor comune le migliori esperienze e strategie, si può raggiungere un grande obiettivo: azzerare il numero di vittime della strada.

Il capo della Polizia Alessandro Pansa, intervenuto all'incontro, ha dichiarato che "La sicurezza stradale è ormai elemento imprescindibile per il progresso dei nostri Paesi", sottolineando inoltre che "gli operatori della sicurezza stradale hanno bisogno di un sistema normativo semplice e chiaro da applicare".

Pansa ha anche ricordato che "Va dato sempre più spazio all'uso delle nuove tecnologie. I controlli con il tutor in autostrada hanno portato a una riduzione degli incidenti mortali del 50%, ma il ricorso alle nuove tecnologie non andrebbe limitato ai soli controlli sull'eccesso della velocità ma esteso a tutta un'altra serie di infrazioni. Oggi è possibile infatti - ha aggiunto il capo della Polizia - rilevare a distanza anche violazioni potenzialmente pericolosissime quali il mancato uso del casco, la circolazione senza copertura assicurativa, la mancata revisione periodica dei veicoli, il sovraccarico dei Tir e la circolazione dei mezzi sotto sequestro".

Per il ministro dell'Interno Angelino Alfano "Il tipo di disvalore e di reazione che suscita nell'opinione pubblica ogni omicidio consumato sulle strade è tale che credo sia arrivato il caso di introdurre una figura di reato specifico. Nei casi estremi, di chi consuma droga o alcol sapendo di doversi mettere alla guida subito dopo, occorre procedere con l'omicidio stradale".

Il decennio della sicurezza stradale 2011-2020 testimonia una forte presa di coscienza da parte dei Paesi membri dell'Unione Europea sul problema degli incidenti stradali, un fenomeno che a livello mondiale causa circa 1 milione e 200 mila di morti ogni anno e oltre 50 milioni di feriti, con un dato europeo che registra 28.126 morti e 1.432.235 feriti nel solo anno 2012.


(fonte: poliziadistato.it)