Catania, sequestrati 5 milioni di euro per furti rame

Sequestrati a un quarantenne di Catania beni mobili, immobili e società per un valore complessivo di cinque milioni di euro. L'attività investigativa nei confronti dell'uomo, legato anche ad un esponente del clan dei “Cursoti”, è riuscita a riscontrare una evidente sproporzione tra i redditi dichiarati ed il tenore di vita sostenuto sia da lui che dai parenti.

 

Nel 2014, in occasione di un controllo di Polizia presso la stazione di rifornimento carburante dell'uomo, gli agenti trovarono la somma di 25 mila euro suddivise in mazzette, due chili e mezzo di marijuana, una bilancia di precisione, un pugnale, un congegno artigianale a forma di penna modificato in arma da fuoco, oltre a due pistole e un fucile calibro 16 con relative munizioni provento di furto.

 


Con l'arresto del quarantenne gli agenti hanno scoperto che lo stesso, attraverso la società Ecometalli, considerata leader nel settore di trasformazione di rottami metallici, gestiva il traffico illecito dei materiali ferrosi. Sempre indagando sulle attività dell'arrestato, i poliziotti sono arrivati ad una omologa Società del fratello, di cui lui risultava dipendente, a cui sono state sequestrate quaranta tonnellate di rame e una considerevole quantità di binari ferroviari rubati.

 

Con tale sequestro patrimoniale, al quale si aggiungono altri sei eseguiti negli ultimi otto mesi, la Polizia di Stato ha sottratto alle organizzazioni mafiose, capitali per un valore complessivo di oltre quaranta milioni di euro, indebolendo la loro forza criminale. L'Enel, ha stimato che i furti di rame nel 2015 hanno causato un danno da 900 mila euro nella provincia etnea e più di 8 milioni di euro in tutta la Sicilia.

 

poliziadistato.it