Palermo, Polizia arresta mercanti di esseri umani

Roma, 24 dicembre 2015 - Sono una decina i viaggi della vergogna organizzati dei tre scafisti arrestati dalle Squadre mobile di Palermo e Agrigento, in collaborazione con la Capitaneria di porto. Un quarto componente della banda è ancora latitante e alcuni fiancheggiatori in Libia sono stati identificati e denunciati.

L'organizzazione si era specializzata nel trasporto via mare di migranti dalla Libia alle coste siciliane e chiedeva una somma di circa 2.400 euro a persona. I disperati venivano caricati su dei gommoni a bordo dei quali raggiungevano le acque internazionali dove venivano recuperati dalle navi in transito, dopo l'allarme dato con i telefoni satellitari.

Il traffico è stato documentato dagli investigatori per tutto il 2015 ed è stato accertato che oltre al "passaggio" marittimo, gli arrestati garantivano agli immigrati, in alcuni casi la fuga dai centri di accoglienza ed un rifugio dove nascondersi durante gli spostamenti, in attesa di raggiungere il Nord Europa meta finale per molti immigrati.

Uno degli arrestati è coinvolto nella tragedia del febbraio 2015, in cui si stima abbiano perso la vita oltre 300 migranti. Furono recuperate le salme di solo 29 persone morte assiderate dentro uno dei gommoni partiti dalle coste tripoline.  Con spietata violenza, all'epoca, circa 460 migranti furono imbarcati a forza sotto la minaccia delle armi nonostante le condizioni del mare fossero proibitive.

Durante la traversata, in attesa dei soccorsi, uno dei gommoni affondò e un altro si sgonfiò facendo morire tra i flutti gli occupanti uno dopo l'altro.