Contro la corruzione, prevenzione e repressione, Pansa: "Dovere morale per noi e verso i cittadini"

Roma, 15 maggio 2015 - Combattere la corruzione puntando soprattutto sulla prevenzione, specializzando i poliziotti che dovranno svolgere il compito. È questo in sostanza lo scopo del "Corso anticorruzione" presentato nei giorni scorsi dal Capo della Polizia Alessandro Pansa all'interno della Sala Palatucci del Polo tuscolano di Roma, sede del Servizio centrale operativo (Sco) della Polizia di Stato. Insieme a lui anche Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, che farà parte del corpo docente che avrà il compito di formare gli agenti che opereranno in tutte le questure italiane.

Dopo la positiva esperienza di Roma, Napoli, Milano e Palermo, dove attualmente operano delle sezioni che si occupano dei reati contro la pubblica amministrazione "Ogni Squadra mobile avrà una Sezione anticorruzione" - ha affermato il prefetto Pansa - "perché vogliamo estendere al massimo l'azione della prevenzione". Per migliorare l'azione preventiva e di conseguenza quella repressiva, bisogna mettere in campo personale altamente preparato. Da ciò nasce la collaborazione con l'Autorità nazionale anticorruzione.

Un progetto nel quale il capo della Polizia crede moltissimo "perché il compito è rivalutare la Pubblica amministrazione, settore trainante per il nostro Paese, che non può essere lasciato a inefficienza e inefficacia". Un impegno concreto verso le migliaia di impiegati pubblici “che ogni giorno lavorano onestamente e che invece godono di pessima fama per colpa di pochi che lavorano per interessi propri e spesso illeciti. Abbiamo l'obbligo di contrastare la corruzione prima per noi stessi e poi per i cittadini".

Il presidente dell'Anac Raffaele Cantone ha molto apprezzato l'iniziativa di Pansa, perché secondo lui la corruzione è uno dei principali problemi del Paese e limita anche gli investimenti. Per combattere questo fenomeno l'azione penale si è rivelata, a parere del magistrato, non sufficiente, perché spesso si arriva alla prescrizione o all'assoluzione nei vari gradi di giudizio. Quindi è fondamentale rivalutare la strada della prevenzione amministrativa, una nuova impostazione che segue i moderni trend della prevenzione unita alla repressione.

 

(fonte: poliziadistato.it)