Trento, fermata banda rapinatori furti alimentari

Prendevano di mira grossi magazzini di alimentari e razziavano tutto facendo bottini da 50 a 250 mila euro mettendo, in qualche caso, in grave crisi le aziende colpite. La Squadra Mobile di Trento, con la collaborazione della Squadra Mobile di Foggia, ha fermato una banda di 10 persone, tutte pugliesi. Il gruppo era specializzato in furti di alimentari ed abbigliamento e l'indagine era iniziata a maggio di quest'anno. I poliziotti avevano iniziato ad indagare su un furto avvenuto a Borghetto di Avio (Trento) ai danni di una ditta di commercio all'ingrosso di tonno. In quel caso erano state individuate le modalità d'azione del gruppo, la regione di provenienza, e le similitudini con altri furti avvenuti precedentemente. Una serie di indizi hanno poi permesso ai poliziotti di far luce sulle maestranze, la logistica, la strumentazione utilizzata, ma anche sulle utenze telefoniche "sporche" (intestate a soggetti fittizi, usate solo in prossimità degli obiettivi prefissati e per la pianificazione di ogni reato) e quelle "pulite" (impiegate nella vita privata).

Le intercettazioni telefoniche rilevavano anche come i criminali svolgevano dei veri i propri studi di fattibilità e indagini di mercato, per realizzare il miglior risultato economico. Il modo di agire dell'organizzazione criminale era ben collaudato: fissato l'obiettivo veniva individuato un ricettatore interessato e, dopo una serie di sopralluoghi, parte del gruppo entrava nei magazzini e preparava la refurtiva. Una volta pronta, la merce veniva caricata in un'ora al massimo su un camion frigo che entrava all'ultimo momento e, poi, condotta direttamente dall'acquirente.

Alla fine, gli investigatori hanno definitivamente bloccato la banda responsabile, nell'ultimo anno, di 14 furti ad aziende del Centro e Sud Italia per un valore complessivo di un milione di euro. I criminali si stavano organizzando anche per il Natale di quest'anno ma la polizia ne ha fatti finire tre in cella e quattro all'obbligo di dimora; altri tre sono stati denunciati a piede libero. A tutti viene contestato il reato di associazione a delinquere.