Nel nome di Roberto Mancini un progetto per far crescere nuove generazioni consapevoli

(estratto del servizio "Progetto Legalità e Ambiente, i ragazzi si riprendono il futuro", in pubblicazione sul prossimo numero di Fiamme d'Oro)

di Alessandro Mele

 

È stato ufficialmente inaugurato il 27 settembre, presso la Scuola Saffi di San Lorenzo a Roma, il Progetto Legalità e Ambiente, dedicato alla memoria e all'operato del sostituto commissario della Polizia di Stato Roberto Mancini, il poliziotto che per anni ha indagato sui rifiuti tossici sotterrati in Campania, in quella che è diventata tristemente nota come la Terra dei fuochi. Proprio le sue indagini, hanno permesso di far luce sulla più grande catastrofe ambientale italiana. Nel 2002, dopo anni di indagini sull’ecomafia in Campania, gli viene diagnosticato un linfoma non Hodgking, un tumore maligno che lo ha portato via dai suoi cari il 30 aprile di quest’anno. Roberto Mancini ha lottato fino alla fine, senza fermarsi mai. Fino al settembre 2013 ha prestato sevizio presso il Commissariato di San Lorenzo; la mattina chemioterapia e il pomeriggio ordine pubblico. Ha eseguito addirittura un arresto durante una rapina in banca con ostaggio a San Lorenzo, con solo 50mila piastrine nel sangue (in un soggetto sano il valore è compreso tra le 150000 e le 400000 unità per millimetro cubo); sarebbe bastato un pugno per provocare un'emorragia e la successiva morte.

 

Il progetto, l’inizio e gli scopi

Il Progetto nasce nel quartiere di San Lorenzo, a Roma, proprio lì dove Roberto Mancini ha prestato servizio fino ad un anno fa. E’ un lavoro di ricerca e di sensibilizzazione per la difesa dell'ambiente, dei valori e dei principi di legalità, portato avanti nelle scuole del Municipio II, in sinergia con quelle di Casavatore, in provincia di Napoli, coadiuvate dai referenti delle associazioni Libera e Legambiente e dalle forze dell'ordine. Promotori di questo progetto sono Monika Dobrowolska, vedova di Mancini, Corrado Sannino e Alfredo Spositi. Il progetto ha lo scopo di contrastare e combattere ogni forma di criminalità che uccide il futuro dei giovani; vuole essere un percorso che coinvolge le scuole dei due territori nel tentativo di stimolare le coscienze e l'interesse di tutti. Insieme alle scuole ed alle parrocchie, si punta a coinvolgere anche il mondo dell’associazionismo e sopratutto i comitati cittadini della Terra dei fuochi.

“Questo progetto nasce dalla consapevolezza che le forze dell'ordine e la magistratura da sole non potranno mai vincere – ci spiega Corrado Sannino, referente del progetto per le scuole di Casavatore, in provincia di Napoli -; questa guerra, che sarà molto lunga, deve essere combattuta da fuori e frontalmente dalla Legge, mentre la scuola deve colpire da dentro.” In questo abbraccio collettivo che unisce le scuole di San Lorenzo e, per ora, in attesa che il progetto trovi nuove adesioni, quelle di Casavatore, si vuole diffondere il concetto che, modificando i nostri comportamenti, è possibile difendere l’ambiente ed allo stesso tempo contribuire alla lotta contro l’illegalità. Corrado Sannino ci fa un esempio molto concreto: “Se diffondiamo il concetto che comprare borse, scarpe, abiti falsi, da cittadini italiani e da extracomunitari, si alimenta la grande criminalità e che dietro questo commercio si alimentano i roghi tossici della Terra dei fuochi, abbiamo ottenuto due risultati. Infatti, essendo questi prodotti realizzati da fabbriche clandestine, queste mai e poi mai possono smaltire in maniera ufficiale gli scarti della loro lavorazione, in quanto anche quelli devono scomparire, ed è chiaro che ce li ritroviamo dati alle fiamme nelle nostre fertili campagne, ed i fumi tossici arrivano nelle nostre case.”

 

Un eredità importante

Vivere di onestà ed impegnarsi per essa. È questa l’eredità che Roberto Mancini lascia a chi lo ha conosciuto. La sua storia è un esempio di onestà e di senso del dovere, valori difficili da spiegare in un’epoca in cui, spesso, vincono i furbi, dove i corrotti e i disonesti hanno spesso vita facile. In un Paese dove si attende ancora l’introduzione dei delitti ambientali nel codice penale e dove gran parte dei comuni della Terra dei fuochi non dispone di un Osservatorio epidemiologico per la prevenzione delle malattie dovute ai rifiuti tossici. Ancora una volta saranno i ragazzi ad indicarci la strada da seguire. Alessia, la giovane figlia di Roberto Mancini, il giorno del scoprimento della targa in memoria del padre, presso la scuola Saffi di San Lorenzo, ha letto queste parole: “Siamo solo dei ragazzi di 12, 13 anni, ma credo che anche noi contiamo qualcosa. Vorrei partire dicendo che dovreste cambiare il vostro modo di agire. Perdere il futuro non è come perdere un pò di soldi o un'elezione. Sono qui a parlare a nome delle generazioni future dei bambini che stanno morendo di tumore, segnati sin dalla nascita. Noi siamo i vostri figli. Voi state decidendo in quale mondo noi dovremo crescere. I genitori dovrebbero poter consolare i loro figli dicendo "tutto andrà a posto, stiamo facendo del nostro meglio", ma non credo che voi possiate dirci queste cose. Continuate a dire che ci amate, beh dimostratecelo, fate in modo che le vostre azioni riflettano le vostre parole. Grazie.”

Saranno i ragazzi ad indicarci la strada. Sarà un sogno, forse, “Ma sia questa realtà o sogno, una sola cosa importa: agire bene; se è realtà, perché lo è, e se no, per acquistare amici per il momento del risveglio”.